• Recensione di Mezzelfo: ..E udì dei canti giungere da oltre i flutti;
Un elemento di un film che alcuni considerano marginale, ma che io ritengo importante se non quanto gli attori o il regista, almeno quanto gli effetti speciali o la scenografia, è la colonna sonora. Personalmente trovo che lo scopo principale delle musiche in un film sia far provare emozioni, e in quest'ottica trovo che anche dal profilo musicale i film di Jackson oltrepassino la soglia del capolavoro. Il compositore delle musiche per ISdA, Howard Shore, ha fatto un lavoro eccezionale, riuscendo sia ad accompagnare lo spettatore attraverso le vicende dei film, sia ad evocare lo spirito e le atmosfere del libro. In ISdA la colonna sonora ha un peso fondamentale, e come gli stessi film ha una struttura operistica, in cui i 3 film sono i 3 atti; i temi musicali, introdotti nel primo film, evolvono con la storia, come la progressione di un'opera. Dire che la colonna sonora è bella o brutta è una questione di gusti musicali, sui quali c'è poco da discutere, ma ci sono alcuni elementi della musica di Shore sui quali c'è poco da ridire. Uno di questi è la grande duttilità dei temi musicali di ISdA: i vari temi, o motivi se preferite, compaiono nei tre film in molte forme diverse, suonati con differenti strumenti, tempi e arrangiamenti, e si combinano tra essi nei modi più vari, ma sempre armoniosamente. La grande cura nell'amalgama dei vari temi è il risultato del lavoro di Shore, che è stato molto più lungo e complesso di quello solito di un compositore per un film: Shore infatti è stato presente nella produzione dalle riprese fino all'uscita del terzo film, pertanto a differenza di quanto succede di solito le musiche di ISdA non sono state elaborate a progetto concluso, ma in seno alla lavorazione del film.
Come si può notare, nella soundtrack di ISdA sono
presenti molte tracce cantate, la maggior parte delle quali incomprensibili
allo spettatore perché nelle lingue inventate da Tolkien, come l'elfico
o il "nanesco". I loro testi sono stati scritti dalle due sceneggiatrici,
Philippa Boyens e Fran Walsh, e tradotti nelle lingue apposite da David
Salo, uno studioso delle lingue di Tolkien. Come ben sanno i conoscitori
del libro, in ISdA Tolkien ha incluso molte poesie e canzoni, eseguite dai
personaggi in stile film di Walt Disney. Chiaramente nei film di Jackson
questo elemento non è
direttamente presente se non in pochissimi casi (come all'incoronazione
di Aragorn), avrebbe rallentato troppo il ritmo oltre che fatto ridere o
annoiare molti spettatori, tuttavia alcune composizioni del libro sono presenti
nella colonna sonora. Ad esempio, l'inizio della traccia "The Great
River", che accompagna la partenza della Compagnia da Lothlorien, ha
una parte corale il cui testo è la canzone di Galadriel nel capitolo
"Addio a Lorien" ("Ai! Laurie lantar lassi surinen"
ecc.), mentre durante il sacrificio di Boromir il coro in sottofondo canta
in elfico un testo basato su una frase del fratello Faramir ("Non amo
la spada perché è tagliente o la freccia per la sua rapidità,
amo ciò che difendono").
Ora intendo passare ad un'analisi generale della colonna sonora dei tre film, in cui mi soffermerò su alcune tracce che ritengo particolarmente importanti, o belle. Premetto di non essere un vero esperto di musica, e in verità non so suonare alcuno strumento, a parte qualche nota al pianoforte, quindi non aspettatevi un'analisi profonda sotto il profilo compositivo o vocale; più che altro, voglio esaminare il rapporto tra le musiche e i film.
Il tema principale di ISdA, che apre, in diverse varianti, tutti e tre i film, è il cosiddetto tema dell'Anello, che io personalmente adoro. Misterioso, in parte sinistro, ma anche, soprattutto nel prologo del primo film, suggestivamente malinconico, perfettamente in linea con lo spirito del libro di Tolkien. E' anche un tema estremamente duttile, infatti si incontra in molte parti dei film, soprattutto del primo, associato a diversi momenti e emozioni, per esempio quando la Compagnia passa tra gli Argonath esso si presenta in una versione quasi trionfale, epica, senza però perdere la malinconia di fondo. Lo stesso Anello è una parte integrante della colonna sonora, poiché nel caratterizzarlo gli è stata assegnata una vera e propria voce, che può essere udita più volte nei tre film, ed è presente in alcune tracce (come in "The forbidden pool"). In particolare è stato usato un coro di voci bianche per esprimere il potere seduttivo dell'Anello, una scelta originale e intelligente che si collega ad una delle sue proprietà, quella di infondere vitalità. Quando invece emerge il lato malvagio dell'Anello si può udire quella che è in effetti la voce di Sauron, cupa e minacciosa, che parla in lingua nera. Il contrasto tra le due "facce" dell'Anello, la sua capacità di sedurre e la sua vera natura, e relative associazioni sonore è un elemento determinante del climax del terzo film, e della canzone associata ("The end of all things"), come dirò dopo.
Uno dei temi più presenti è quello della Contea,
che si intona benissimo con gli spensierati hobbit. Esso è eseguito
con strumenti popolari, come il flauto dolce e il clavicembalo, oltre al
violino, ed è nella sua versione base, quella dell'inizio del primo
film, una traccia spensierata e allegra, legata alla tranquillità
rurale di Hobbiville, nella quale però gradualmente si insinua il
tema dell'Anello per sottolineare il presagio di Gandalf. In seguito compaiono
temi ben più cupi, come quello dei Nazgul, in cui un coro di voci
maschili intona con grande potenza un poema in lingua Adunaic,
ovvero l'antica lingua di Numenor, antico reame da cui discende Gondor.
Dopo che Frodo e Sam lasciano la Contea, il relativo tema sparisce, ma torna
di tanto in tanto, anche nei film successivi, in una forma più triste
e debole, quando gli hobbit ricordano con nostalgia la loro terra. Il tema
più famoso del primo film è sicuramente il tema della Compagnia,
anch'esso molto duttile e (in my opinion) molto bello. Se ne sente un accenno
per la prima volta quando Frodo e Sam percorrono la Contea, poi a Gran Burrone,
quando si forma la Compagnia, esso viene udito in tutta la sua pienezza,
in un crescendo trionfale. Questa versione eroica scompare nel primo film
dopo la caduta di Gandalf, e si ripresenta in varianti più lente
e tristi, per poi tornare di nuovo in una forma più epica nei seguenti
film, nei momenti in
cui i membri della Compagnia, seppur divisi, non tradiscono la reciproca
fiducia, come quando i tre cacciatori inseguono gli Uruk-hai per salvare
Merry e Pipino, o quando al Cancello Nero si lanciano in battaglia "per
Frodo".
I cori di Moria sono eseguiti in parte da cantanti polinesiani,
che hanno voci eteree, quasi celestiali, e in parte, nelle sequenze di Khazad-dum
e del Balrog, da giocatori di football con voci possenti, per sottolineare
un grandioso momento d'azione. Essendo quello dei Nani un mondo maschile
(le donne hanno la barba...) i cori relativi ad esso sono interamente maschili,
mentre per i cori degli Elfi sono state usate voci femminili, a sottolineare
la grazia e la bellezza di questa razza. Particolarmente belli i cori che
eseguono il lamento per Gandalf, a Lothlorien, in cui interviene anche una
solista, la cantante Elizabeth Frasier. Oltre ai cori infatti agiscono dei
solisti, tra i quali Enya, che oltre alla canzone dei titoli di coda "May
it be" canta anche "Aniron", inclusa nella traccia "Many
Meetings", un tema legato ad Aragorn e Arwen ne La Compagnia. Negli
altri due film altre soliste portano avanti il tema di questo amore sofferto
e distante: la canadese Isabel Bayrakdarian in "Evenstar" e l'indiana
Sheila Chandra in "Breath of Life" ne Le Due Torri, e Renee Fleming
in "Twilight e Shadow" nel terzo film. Si tratta di tracce suggestive
e commoventi, che aggiungono una
componente romantica alla colonna sonora. Tornando agli Elfi, è evidente
la differenza tra i temi di Gran Burrone e Lothlorien: quest'ultimo ha delle
sonorità orientaleggianti (sono stati usati strumenti africani e
indiani) ed un'atmosfera suggestiva ma anche un po' inquietante, funzionale
alla visione di Peter Jackson, che voleva suggerire l'idea che gli Elfi
di Lothlorien sono diversi da quelli di Gran Burrone, e sono isolati dal
resto della terra-di-mezzo.
Piuttosto simili, almeno in qualche nota e nel ritmo, i temi dei cattivi, per così dire, cioè di Isengard e Mordor. Isengard rappresenta l'età industriale, e la musica, per dare un senso di straniamento e pericolo, è composta in 5/4, un tempo insolito, quasi esitante. Una versione particolarmente ritmata e "pompata", direi militare, è specifica degli Uruk-hai. Il tema di Mordor è abbastanza simile nell'atmosfera a quello di Isengard, il che esprime la correlazione tra essi, ma è basato, mi sembra, sul tema dell'Anello, di cui è una variazione o piuttosto una distorsione, cupa e malvagia.
Anche il tema di Gollum deriva direttamente dal tema dell'Anello, per enfatizzare il legame tra di essi. In particolare ne Le Due Torri il tema si può dividere in due parti, una più triste correlata all'hobbit Smeagol, e l'altra che esprime il lato insidioso e schizofrenico di Gollum, eseguita con strumenti come il salterio, che dà un suono nervoso, quasi irritante, ed inoltre è uno strumento usato a Hobbiville, per suggerire ulteriormente che Golum era in hobbit. Nelle intenzioni di Shore, lo stesso strumento usato in un differente contesto esprime la corruzione dell'hobbit Smeagol.
Il tema che forse meno mi interessa, e che peraltro ha una
componente assai piccola nel secondo film, è quello di Fangorn, nel
quale, per rendere musicalmente l'idea della vecchia foresta, sono usate
percussioni in legno e
viene portato avanti un motivo piuttosto cupo, che scompare quando Merry
e Pipino diventano amici di Barbalbero.
Nel secondo film compare anche il tema di Rohan, personalmente il mio preferito. Rohan ha un'atmosfera scandinava, quindi sono stati usati strumenti come il violino norvegese; uno degli imput seguiti da Shore è stato infatti quello di assegnare ad ogni cultura una musica simile a quella che essa avrebbe potuto produrre, lo abbiamo già visto nel caso degli hobbit con strumenti popolari o folkloristici. Il tema di Rohan ha una notevole duttilità, e si presenta in molte versioni, con tempi più o meno veloci e con differenti strumenti. La versione base, quella che si sente all'inizio del secondo film e nella traccia "The riders of Rohan", è una fanfara di ottoni trionfante ma con una malinconia latente, alla quale segue un assolo di violini norvegesi che dà un tono particolarmente triste, che tematicamente si lega alle sofferenze del popolo di Rohan; il tema ha poi un picco trionfale quando Theoden impugna la spada. In seguito la componente più malinconica rimane riferita soprattutto ad Eowyn, per indicare il suo tormento interiore (la preoccupazione per lo zio e per il paese, e il suo amore platonico per Aragorn). Nel terzo film è presente una versione molto vivace, dal ritmo quasi militare, in cui viene usato in tamburo da guerra, che caratterizza le scene dell'accampamento in cui i Rohirrim si preparono alla battaglia prossima. Infine il tema si sente nella sua massima forza durante la cavalcata dei Rohirrim, dando notevole spessore musicale a uno dei momenti più esaltanti e spettacolari della trilogia.
Una delle sequenze musicalmente più variegate è la battaglia al fosso di Helm, in cui, mentre la focalizzazione dell'azione passa da uno schieramento all'altra, si intrecciano i vari temi di Rohan, degli Uruk-hai, della Compagnia e di Lothlorien (questo'ultimo in "versione militare").
Canzone di chiusura di Le Due Torri è "Gollum's song", la canzone di Gollum, cantata dall'italo-islandese Emiliana Torrini. La prima volta che l'ho sentita l'ho trovata bruttissima, o più che altro mi sembrava stonasse con il resto del film, ma riascoltandola ho imparato ad apprezzarla, ed ho notato che la parte strumentale non è altro che il tema di Smeagol, sul quale è costruito un testo scritto da Fran Walsh incentrato sul personaggio di Gollum, e che ho trovato bellissimo.
Il tema di Gondor, che ha nel terzo film grande importanza, è tra i più belli e versatili. Si sente per la prima volta al consiglio di Elrond, quando Boromir parla del suo paese, in una versione lenta e sommessa suonata da un solo corno, ripetuta poi a Lothlorien quando Boromir confida le sue speranze ad Aragorn. Ne Il Ritorno del Re il tema viene proposto in tutta la sua gloria, quando Gandalf e Pipino arrivano a Minas Tirith: uno dei momenti visivamente più spettacolari della trilogia è pareggiato da una traccia musicale che offusca il miglior John Williams. "Minas Tirith" comincia con archi sinistri e deboli percussioni, che è il sottofondo delle scene in cui gli orchi stanno per attaccare Osgiliath, una parte che evoca un tangibile senso di guerra imminente. Poi, con le scene della Città, ecco la parte centrale del tema di Gondor: le note sono le stesse del corno nel primo film, ma la musica è ora maestosa, trionfante, veloce e pulsante. Una variazione del tema è nella traccia "The White Tree" che fa da sfondo ad un altro momento must-see del terzo film, l'accensione dei fuochi: mentre si susseguono le riprese aeree più spettacolari della trilogia la musica ha un maestoso crescendo, in una sinfonia di archi e ottoni in cui i vari strumenti sembrano volersi superare in tono e possanza; da notare che la versione del film ha un arrangiamento un po' diverso (secondo me più bello) della traccia su CD. Un'altra versione del tema di Gondor, più simile alla "versione base" ma più lenta e malinconica e, come dire... speranzosa, è nella traccia "Anduril", riferita al momento in cui Aragorn riceve la spada riforgiata.
Una traccia molto particolare, direi unica, è "The Steward of Gondor", in cui dopo un inizio cupo e triste eseguito principalmente da uno strumento a fiato (forse il flauto traverso) c'è la già menzionata canzone di Pipino, che nella versione originale non è l'odiosa filastrocca cantata malissimo dal doppiatore, ma un pezzo dal sapore folkloristico triste e toccante, e vi assicuro che Billy Boyd canta meglio di molte affermate pop-star.
Un'altro tema assai peculiare è quello di Shelob, una traccia che evoca un senso claustrofobico di terrore e inesorabilità grazie agli archi inquietanti e ai repentini cambi di tempo, e che ha infine un picco epico ed esaltante, corrispondente al momento in cui Sam sconfigge Shelob, che poi sfuma nelle ultime noti tristi e quasi di compianto, perché Frodo è comunque caduto.
Al momento decisivo della storia è associata la traccia più potente dell'intera colonna sonora, "The end of all things", che alcuni, specialmente tra i patiti della musica leggera, troveranno forse insopportabile, ma che a me personalmente piace molto, soprattutto perché è perfetta nel rapporto con il film. Al potentissimo, quasi apocalittico, coro iniziale di voci possenti subentra un giovane soprano, seguito da un coro di voci bianche, che rappresenta l'estremo tentativo di seduzione dell'Anello quando Gollum lo ha strappato a Frodo; sulla lotta tra i due parte di nuovo il coro iniziale, ancora più forte, a cui si aggiunge, nel film, la voce di Sauron che recita l'incantesimo dell'Anello ("Ash nazg durbatuluk" ecc.). La parte finale è completamente diversa, personalmente la trovo commovente, intrisa di una inesprimibile tristezza, corrispondente al momento in cui le aquile portano via Frodo e Sam.
Sul finire del film, quando gli hobbit tornano a casa, ritorna
il tema della Contea, ma in una veste un po' diversa, più triste
e meno spensierata, per dare forma musicale allo stato d'animo di Frodo
e amici, che attraverso le esperienze e la sofferenza hanno superato l'innocenza
(o se preferite ignoranza) degli altri hobbit. Tema finale è quello,
insieme trionfante e malinconico, che fa da sottofondo alla bella voce di
Annie Lennox in "Into the west", traccia conclusiva del terzo
capitolo: tale tema viene accennato nel film in vari momenti, ad esempio
quando durante il momento più tragico
dell'assedio Gandalf rassicura Pipino parlandogli della morte e delle terre
oltre il mare (un momento di grande cinema), o nella famosa scena "Non
posso portare l'Anello per voi, ma posso portare voi!". Quanto alla
traccia vera e propria, inizialmente mi ha fatto un po' lo stesso effetto
di "Gollum's song", mi sembrava fuori luogo, anche se ho trovato
subito la voce di Annie Lennox più adatta ai miei gusti di quella
di Emiliana Torrini. "Into the west" è per buona parte
una specie di ballata con la chitarra, molto appropriata allo stato d'animo
finale dello spettatore (se si è fatto coinvolgere, ovviamente) quando
c'è la partenza di Frodo; il testo è bellissimo, assolutamente
"tolkieniano". Una degna conclusione di un autentico musical masterpiece.
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