titolo del film:
l'ultimo samurai

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titolo in lingua originale:
the last samurai
produzione:
usa - warner bros
durata:
144'
genere:
azione - eastern
sito ufficiale:
regia:
edward zwick
cast:

tom cruise (nathan algren)
timothy spall (simon graham)
ken watanabe (katsumoto)
william antherton (winchester rep)
billy connolly (zebulon gant)
tony goldwin (col. bagley)
hiroyuki sanada (ujio)

valutazione di titen.it:
affascinante
 

trama:

1869, il capitano Nathan Algren vive di whisky e incubi sul suo passato; è uno dei pochi che in seguito allo sterminio degli indiani cheyenne, al quale ha partecipato, vede il lato negativo di un’occidentalizzazione forzata e non è semplicemente travolto dall’euforia della vittoria.
In seguito ad accordi tra il governo giapponese e quello americano si trova costretto ad un viaggio in giappone per addestrare l’esercito nipponico, pronto a reprimere i pochi ribelli rimasti, contrari all’occidentalizzazione del Giappone. Incarico che assume più per il cospicuo profitto che per il desiderio di intraprendere quest’avventura.
Nonostante i suoi avvertimenti, secondo lui un attacco ai ribelli sarebbe prematuro data la scarsa preparazione, tentano un primo attacco, fallendo miseramente... solo la sua grinta, coraggio e determinazione spingono Katsumoto, capo della rivolta, a fermare la sua esecuzione e a salvarlo da morte sicura...
Prigioniero più di nome che di fatto, trattato da alcuni come feccia e (quasi) da ospite gradito da altri, il capitano Algren ritrova quel senso di vivere che aveva perduto e instaura una profonda e sincera amicizia con Katsumoto e la sua gente, amicizia che lo porterà nuovamente sui campi di battaglia, stavolta per qualcosa in cui crede veramente.
finale:

Attenzione: il collegamento svela chiaramente la conclusione del film.

leggi il finale de "l'ultimo samurai"

recensione:

[a cura di meile]

forse la trama l’abbiamo già vista e sentita, rivisitata nelle più diverse versioni. Da "balla coi lupi" (firmato dallo stesso regista) a "Pocahontas", la scoperta che chi è "altro" non è necessariamente un nemico da eliminare, piuttosto qualcuno da cui imparare, mantiene sempre un certo fascino... fosse anche solo perché, per una volta ogni tanto, la visione del mondo non è quella che ci aspettiamo.
Ma cosa rende questo film diverso da quelli che lo hanno preceduto? Permettetemi di dire Tom Cruise, anche se sarà forse banale! Apprezzamenti estetici a parte, dimostra di avere le carte in regola per questo ruolo, la grinta del combattente, l’orgoglio nei suoi aspetti più occidentali che solo una convivenza forzata con i samurai potrà addolcire.
Anche se forse, per restare in tema di carte, il vero asso nella manica è il suo co-protagonista, il nipponico Ken Watanabe, che interpreta Katsumoto, icona della tradizione giapponese, samurai vecchio stampo insomma, che vede nell’eccessivo desiderio di occidentalizzazione un difetto più che un pregio.
Ma diciamolo pure, cast a parte la vera attrazione è data da qualcosa che sta tra le righe. Tra paesaggi da sogno e giochi di ombre e luci quello che rende impedibile il film è la filosofia orintale. Filosofia che porta il capitano Algren a rivalutare quella che è stata la sua vita e ad allearsi con il nemico, filosofia che traspare nei momenti di meditazione di Katsumoto, nello scoprire che rapportarsi a chi è altro da noi può voler dire "fare conversazione"... filosofia che si traduce nel "cercare la perfezione in ogni singolo gesto".
Un modo di vivere e di pensare invidiabile, che regala la prima notte libera da incubi al capitano Algren e che da a Taka (la bellissima Koyuki) la forza di ospitare l’uomo che le ha ucciso il marito…
Ma, secondo me, non è questo il messaggio che il film vuole trasmettere... oltre ad aprirci gli occhi su valori che forse l’occidente ha un po’ dimenticato, a mostrare nella scena finale, in stile braveheart, che solo lottando per qualcosa in cui credi veramente darai il meglio di te, cerca di ricordarci qualcosa..
…per crescere, in ogni senso, dobbiamo sì conoscere il resto del mondo, cogliere gli insegnamenti da ciò che di nuovo incontriamo e seguire la corrente... ma dobbiamo anche saper dire no, perché siamo noi a seguire la corrente, e non lei a trascinarci, e dobbiamo ricordare chi siamo veramente, qual è il nostro passato, la nostra storia, non farci accecare dalla smania di crescere: cercare il giusto equilibrio tra modernità e tradizione.

 

 
l'ultimo samurai [the last samurai] 2004 # tom cruise- ken watanabe