titolo del film:
the terminal

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titolo in lingua originale:
the terminal
produzione:
usa
durata:
122'
genere:
commedia
sito ufficiale:
regia:
steven spielberg
cast:

tom hanks (viktor navorsky)
catherine zeta-jones (amelia)
stanley tucci (frank dixon )
chi mcbride (joe mulroy)
diego luna (enrique cruz)
barry shabaka henley (ray thurman)
zoe saldana (ufficiale torres)
eddie jones (salchak)
guillermo diaz (bobby alima)

valutazione di titen.it:
emozionante
 

trama:

Viktor Navorsky giunge nel terminal di transito dei voli internazionali dell'aeroporto JF Kennedy di New York. Non conosce la lingua, è confuso e lontano da casa. È una bella sfida, per il responsabile della sicurezza, spiegargli come sia finito in una complessa falla burocratica. Durante il volo verso gli Stati Uniti, alcuni sovversivi hanno rovesciato il governo del suo paese (l'immaginaria Krakozhia), invalidandone documenti e passaporto.
Navorsky si vede costretto ad attendere la soluzione del problema all'interno del Terminal, non potendo calcare il suolo americano. In Krakozhia, però, l'ordine sembra lontano dal ristabilirsi..
finale:

Attenzione: il collegamento svela chiaramente la conclusione del film.

leggi il finale di "the terminal"

recensione:

[a cura di san]

Il difficile ruolo di Victor Navorsky conferma Tom Hanks grande interprete; il repertorio dell'attore propone espressioni buffe o corrucciate, lacrime di apprensione, candidi sguardi e molto di più, su e giù per i tre piani del terminal, il mastodontico set costruito appositamente per le riprese del film.
The Terminal è un'inconsueta commedia comico-drammatica, in cui momenti di sentita commozione si alternano a sorrisi divertiti; la pellicola dura poco più di due ore, ma scivola piacevolmente senza mai annoiare gli spettatori.
Dopo essersi già confrontati sul set di "Era mio Padre", in cui Tucci impersonava il celeberrimo gangster Al Capone, gli attori protagonisti si tengono testa in una sfida psicologica in cui il diffidente direttore interpreta severamente ogni norma del regolamento, imprigionando Victor in una sorta di limbo burocratico.
Durante la permanenza forzata, Navorsky intrattiene rapporti con il personale dell'aeroporto, che gli manifesta solidarietà e amicizia. I dipendenti del terminal, molti dei quali di provenienza straniera, incarnano gli ideali di tolleranza e indulgenza, contrapponendosi alla chiusura xenofoba del direttore burocrate, che tenta in ogni modo di scaricare il "problema" Navorsky ad altre autorità.
Lo stato d'animo degli Stati Uniti del post 11/9 è ben rappresentato nel film, in cui l'intricata ragnatela difensiva di leggi e regolamenti costituisce uno sbarramento nella fredda fortezza che un tempo era considerata terra di opportunità e speranza.
La sceneggiatura è stata ispirata dalla disavventura di un rifugiato Iraniano, Merhan Nasseri, che nel 1988 è stato trattenuto per lungo tempo nell'aeroporto di Charles De Gaulle di Parigi, in seguito al furto dei suoi documenti. Quasi un anno dopo lo sbarco, le autorità locali gli concesero la possibilità di entrare in Francia o di fare ritorno al proprio paese, ma Nasseri decise di stabilirsi nell'aeroporto.
A sedici anni di distanza, sebbene sia affetto da problemi mentali vicini alla schizofrenia, Nasseri vive la sua quotidianità nello scalo parigino. Trascorre ogni notte dormendo sulla stessa panchina, e ha rinunciato alla somma di 300.000 dollari che Spielberg ha versato a suo nome per onorare i diritti d'autore.
"the terminal" non insegna una morale, ma esprime una considerazione: "la vita è un attesa", trascorriamo tutto il tempo che ci viene concesso in attesa di qualcosa.. che si tratti di una data, di una persona, oppure della morte. E tu, cosa stai aspettando?

 

 
the terminal [ the terminal ] 2004 # tom hanks - catherine zeta-jones